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Monday, March 24, 2008

Lars e una ragazza tutta sua

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Lars...Lars è uno di quei personaggi che fa spuntare emozioni come l'amore, la pena, entrambe per lo stesso personaggio. Vive dentro una sua realtà molto labile, così tanto da spezzarsi un giorno e trovare una sua realtà in una cosa finta. Un giorno porta a casa del fratello e di sua moglie la sua ragazza: una di quelle babole di plastica costruite su misura per chi le richiede. Il problema e tutta la storia del filmè lì: nel fatto che Lars la veda come vera, per lui è reale. La scena della presentazione al fratello e consorte è di una comicità unica, fatta con sguardi e gesti fantastici e lui, Lars (Ryan Gosling), era da oscar, davvero.
Tutto il paese minuscolo in cui vive si adatta a questa realtà, dal primo all'ultimo diverranno amici della sua "ragazza"fino a quando egli stesso riuscirà a fare di nuovo il passo verso una realtà più vera e concreta.

Devo ancora ricordare un altro momento bellissimo del film, uno di quelli che fa parte dell'innamorarsi nostro del personaggio: la rianimazione di un peluches di una collega; davvero una scena dolcissima.

Irina Palm



Tre giorni di festa e qualche film da vedere.
A parte che, più ne vedo e più aumenta la lista dei film che ancora mi mancano. Tra vecchie pellicole, nuove cose in uscita e commediole per alleggerire la giornata qui non si finisce mai.
ma andiamo con ordine. Oggi dedicherò un post, magari anche molto piccolo, per ogni film visto.

Si diceva nel titolo Irina Palm, un film di Sam Garbarski con Marianne Faithfull e intendo proprio quella Marianna Faithfull...quella famosa più per altre cose che le sue prodezze in campo cinematografico.
Il film merita proprio e spiace davvero esserselo perso al cinema, ma non si può vedere tutto e, sinceramente, fino a sabato sera non sapevo nemmeno che sarebbe stato così bello il film!
A parte vedere con piacere che noleggiare i film è sempre difficile: quando riesci a trovare qualcosa di decente tra gli scaffali il DVD arrivi a casa e ti accorgi che non va; un po' si vede e un po' no. Poi si rischia pure di perdere il finale, ma non ci si arrende. Certo che però, metterci mezz'ora in più per film...
Quando finalmente, si riesce a terminare la visione ci si rende conto che si ha appena visto proprio un bel film, di quelli simpatici, ma con contenuti, una storia sentita, un po' drammatica, ma che porta dei sorrisi. Risate forse anche, ma di quelle piccole, per le piccole cose. Poi bisogna dire che la cara Marianne fa molto bene la parte: una signora che per aiutare il nipotino malato si mette a fare la "hostess", solo che non son di quelle che preparano il thè e rassettano casa, ma di quelle che lavorano in un sexy shop di Soho! La cosa bella è che diventa la più brava e toglie clienti alle più giovani.
Insomma, non proprio un film natalizio, ma per tutti gli altri giorni dell'anno va benissimo.

Thursday, March 20, 2008

Bande à part



Per rimanere in tema con il post precedente...
Colmata un'altra lacuna cinematografica, ben più grave di quella precedente (vedi post su Vacanze romane). Dopo una ricerca che sembrava più una rievocazione dell'Odissea ho avuto una versione del film su VHS (che oggi come oggi fa sempre strano ricorrere a questi mezzi quasi del tutto perduti nella memoria) registrata da raitre.

Ecco, però come si fa a parlare di un film così? Qui ho ritrovato il genio di Godard del mio amatissimo A bout de souffle (1960) e per questo strano rapporto tra persone alcune cose di Jules et Jim (Truffaut, 1962).
Dicevo, come si fa a descrivere questo genere di film? Già la storia un po' ti mette a disagio nello scrivere: si inizia in medias res, ad avvenimenti già accaduti, quando il fatidico incontro che cambierà ben tre vite è già avvenuto. Poi all'inizio sembra una storia più scherzosa, più surreale con epidosi davvero fortunati come il minuto di silenzio in cui c'è davvero silenzio e anche le nostre orecchie vengono tappate dal silenzio del film e poi quel ballo a tre...fantastico.
Però poi tutto precipita, va veloce verso la fine; la fatidica rapina sta avvenendo, ma ci sono problemi e tutti vanno verso la fuga, fino alla fine, un po' aspettata e un po' no.
Però più di questo che si può dire riguardo al film? Che è da vedere? Questo è ovvio. Che se si è a digiuni questo genere di film poi si dovrebbe completare almeno almeno con i due sopra citati? Certo, anche quelli è d'obbligo vederli. Ma poi? Resta solo da dire di accendere la tv o il pc e cercare di vedere questa pellicola il più presto possibile.

Dato che oggi mi sento in vena di stellette per commento: assolutamente 4 su 5, come minimo.

Ps: quasi dimenticavo...se amate anche The Dreamers, sarete ben felici di ritrovare una delle innumerevoli citazioni, quella della corsa nel Louvre.

Monday, February 11, 2008

Cassandra's dream




Cassandra's dream, ovvero quello che la solita traduzione cambia è conosciuto da noi come Sogni e Delitti, il nuovo film di Woody Allen.
Io son sempre dell'idea che se l'autore di un'opera sceglie un determinato titolo lo si dovrebbe lasciare, ma sembra che noi proprio non ne siamo capaci.
Qui il titolo ha davvero il suo senso e nel film c'è lo si può sentire dalle prime battute e sarà il tipico luogo della trama circolare, quella che inizia in un posto, vaga per fatti e avvenimenti, per tornare a far vedere la fine della storia nel medesimo luogo iniziale.
ma tralasciando questo nodo cruciale dei film in versione italiana torniamo al nostro vero oggetto: il nuovo prodotto della mente di Woody Allen.
Ovvio che se una persona si reca al cinema aspettando la solita commedia del nostro amato regista avrà commesso un grave errore. Qualche risata ce la possiamo anche concedere durante il film, ma di certo non c'è la comicità continua a cui ci ha abituato la sua scrittura negli anni.
La storia è una storia come tante: gente povera e incasinata che prova a tirarsi fuori dai guai ricascandoci sempre più dentro, fino ad arrivare a un limite.
Anche questo accade nel film: certe cose possono anche essere comiche, ma proprio quelle invece fanno vedere meglio i personaggi per quello che sono, per le loro paure, ansie, angosce e sogni.

In sostanza: da vedere, è probabile che io sia molto di parte, ma resta un film un po' diverso, con aspetti dell'animo umano indagati un po' diversi e merita davvero.

Saturday, February 09, 2008

Into The Wild





Sul film c'è poco da dire e non perchè sia di quelli che son così brutti da non riuscire a descriverli, ma per l'esatto opposto. Ci son pochi film che riescono a tenere alta l'attenzione per più di due ore. E non si vorrebbe arrivare alla fine perchè dalla prima scena sai che il finale sarà amaro, giusto, bellissimo, ma con un senso di disagio quasi.
L'intero film ti porta a riflettere, pensare, immaginare, sognare, isolarti...insomma, un bellissimo film, come pochi ce ne sono.

Monday, December 17, 2007

Paranoid Park




Paranoid Park è un posto dove tutto può iniziare e finire.
Paranoid Park è il luogo dove inizia e continua l'adolescenza
Paranoid Park è il punto in cui si perde l'infanzia di Alex.
Seguiamo avanti e indietro nel tempo la vicenda di Alex; Gus Van Sant ci porta nel mondo di un ragazzino che ha una vita come tanti, ma che, come spesso accade, in un momento, per un banale gesto involontario, si trova catapultato in una situazione estrema, in una situazione di menzogna, di paura e di angoscia.
Lui, come tutto il resto delle persone accanto, non si cura del mondo. Solo una ragazza prova a immettere qualche riflessione e domanda sul tavolo delle loro chiacchere, ma risultano essere solo un primo strato, solo un accenno mal posto ai problemi dell'America e anche dei giovani.
Alla fine del film non sappaimo cosa succederà ad Alex, ma questo non importa in fondo; nessuno sembra voler vedere cosa accadrà. E' solo la descrizione di un momento, di un errore di cui si ha paura,ma di cui si ha ancora più paura di parlare. Allora non si confessa, si prova ad aggirare il problema, a superare le ansie che ci attanagliano.
E il film finisce così, un po' come era iniziato, in mezzo alla storia di Alex.
Van Sant sembra voler introdurre lo spettatore a qualcosa di altro, fa vedere una piccola parte, fa intravedere che c'è ben altro dietro quel piccolo mondo da lui descritto, appena accennato. Allora inserisce riprese in super8, così, per dare un altro assaggio, ma ancora non basta per comprendere quell'universo appieno. Ma forse non c'è bisogno di capirlo, forse può bastare anche solo esserne a conoscenza, forse è una delle tante cose che dobbiamo apprendere e tenere in serbo per altri momenti, per future riflessioni, per prossime storie.

Friday, December 29, 2006

Zach Braff a Manhattan

Alla vostra destra
(ehm...no...quella è la sinistra
...si...ecco...quella è la destra
...riprendiamo...) un'esemplare
di "tipica espressione"...
della serie...MA DAVVERO
QUELLO LI SONO IO?

Ebbene...si.

Eccolo li... alla centesima visione
di Misterioso omicidio a Manhattan (del MILLENOVECENTONOVANTATRE signori miei) di Woody Allen finalmente ci sia ccorge che c'è anche lui, l'unico e solo Zach Braff che interpreta per circa 2 minuti il figlio di Woody!!!!!!!

TI CI VOGLIAMO BENE ZACH...
TI CI VOGLIAMO BENE.


Thursday, December 14, 2006

Pizzi, piume e new order!

Con calma ma ci arrivo: ieri ho visto Marie Anoinette...è bellissimo. Se Sofia Coppola con Il giradino delle vergini suicide ci portava in un mondo di Air e adolescenza stroncata e se con Lost in traslation l'insonnia era in tutti in noi, qui tutto è portato ai massimi livelli. La colonna sonora non solo è bellissima, ma si adatta perfettamente alle scene del film. Non dico nulla su che cosa accompagna la scena dell'inconorazione, dirò solamente che una più giusta non c'è.